Il presidente del PP basco, Javier de Andrés, ha espresso i suoi sospetti sul voto per posta in vista delle elezioni generali del 29 novembre. Nel corso di una conferenza stampa a Vitoria, ha affermato che nelle elezioni precedenti si erano verificati «casi insoliti» e «cose un po’ strane», senza però riuscire a precisare inizialmente a quali situazioni si riferisse.
De Andrés ha riconosciuto che non è facile sostituire un sacco di schede con un altro, ma ha detto di sospettare che qualcuno potesse provarci. Ha inoltre collegato i suoi dubbi alla presenza di Leire Díez in Correos, dove ha ricoperto incarichi legati alle relazioni istituzionali e alla filatelia. Tuttavia, non ha fornito prove di una manipolazione elettorale né ha descritto fatti che avvalorassero i suoi sospetti.
Una posizione diversa da parte della dirigenza del PP
Le dichiarazioni contrastano con il messaggio del portavoce del PP, Borja Sémper. In un’intervista, Sémper ha sostenuto che il sistema di voto per posta offre «garanzie» ed è sottoposto a controlli, compresa la supervisione della Junta Electoral Central, nella quale il PP è rappresentato. Il suo appello è stato a invitare i cittadini a votare, sia di persona sia per posta, soprattutto se non possono recarsi al seggio.
Sémper ha risposto così anche ai dubbi espressi da Isabel Díaz Ayuso, presidente della Comunità di Madrid, che aveva sconsigliato di votare per posta. Pur dicendo di comprendere che vi sia sfiducia nei confronti del Governo, il portavoce non ha presentato la frode come un fatto e ha sostenuto che si incoraggi la partecipazione con entrambe le modalità.
Cosa si sa sui riferimenti a Correos
De Andrés ha collegato i suoi sospetti a Leire Díez, che ha definito «manovratrice», nel senso figurato di intermediaria politica, e alla quale ha attribuito possibili intenzioni di manipolare i voti. Correos, da parte sua, ha affermato che Díez non è mai stata responsabile del voto per posta. Secondo le informazioni disponibili, gli incarichi che ha ricoperto nell’azienda postale erano legati ad altre funzioni.
Dopo le domande sui presunti precedenti elettorali, De Andrés ha detto di non ricordare con esattezza le irregolarità a cui si riferiva. In seguito, fonti a lui vicine hanno indicato l’indagine su una presunta frode durante la campagna elettorale per le elezioni regionali di Melilla del 2023. Questo riferimento non dimostra che si sia verificata una manipolazione del voto per posta nelle elezioni menzionate dal dirigente.
Pertanto, nel riferire queste dichiarazioni è necessario distinguere tra i sospetti espressi da De Andrés e i fatti accertati: il dirigente non ha presentato prove concrete di un’alterazione del voto per posta, mentre Sémper ha difeso i controlli previsti dalla procedura e ha invitato a utilizzarla insieme al voto di persona.