Sainsbury’s e Morrisons hanno tenuto conversazioni preliminari su una possibile fusione tra novembre 2025 e febbraio 2026, secondo quanto riportato da diversi media britannici. Sainsbury’s si è ritirata dalle conversazioni e, per ora, non sono in corso trattative attive. Le due società hanno declinato di commentare.
L’operazione avrebbe combinato le quote di mercato delle due catene, che ammontavano al 23,6 %, secondo i dati di Worldpanel by Numerator citati nelle notizie. Tesco manterrebbe il primo posto, con il 27,8 %.
L’esame della concorrenza sarebbe un passaggio fondamentale
Un eventuale accordo futuro sarebbe soggetto all’analisi della Competition and Markets Authority (CMA), l’autorità britannica per la concorrenza. La fusione delle due catene potrebbe suscitare preoccupazioni per la riduzione della concorrenza nel commercio alimentare. Tra le possibili misure menzionate nelle notizie figura la vendita di alcuni negozi, ma qualsiasi decisione dipenderebbe dalla valutazione della CMA: non esiste una decisione su questa operazione, che non è arrivata a concretizzarsi.
Il precedente più vicino è il tentativo di Sainsbury’s di acquisire Asda. La CMA ha bloccato l’operazione nel 2019, ritenendo che avrebbe ridotto la concorrenza e potuto far salire i prezzi per i clienti. Questo precedente offre un contesto sul controllo normativo, ma non determina l’esito di un’eventuale fusione con Morrisons.
Un’operazione ipotizzata in un settore in trasformazione
Le conversazioni si sono svolte mentre le catene competono con l’espansione di Aldi e Lidl e i consumatori continuano a prestare attenzione ai prezzi. Morrisons, di proprietà della società di investimento Clayton, Dubilier & Rice dal 2021, ha un debito elevato e ha attuato un piano di risparmio e riorganizzazione. Sainsbury’s, da parte sua, ha dichiarato di concentrarsi maggiormente sulla propria attività alimentare e ha venduto Argos nel 2026.
La possibilità che le conversazioni riprendano non equivale a un accordo in corso. Per ora, il dato concreto è che le conversazioni esplorative si sono concluse a febbraio; qualsiasi futura trattativa e l’eventuale autorizzazione restano incerte.