CONTESTO. CRITERIO. AZIONE.
EDITIONBUSINESS.

Giornalismo utile per capire, gestire e far crescere un’impresa.

Cerca
Esplora Edition Business
Lista di controllo

Come valutare la sicurezza e la continuità di un SaaS prima di adottarlo: checklist per le PMI

Una valutazione utile va oltre la richiesta di certificati: verifica come vengono protetti i dati, cosa succede in caso di incidente e se il ripristino del servizio è adeguato alla criticità dei tuoi processi.

Una nuvola di pietra chiara con uno scudo blu scuro davanti, accanto a una fila di blocchi di legno, alcuni inclinati come tessere del domino.
Illustrazione concettuale generata con IA · Edition Business

Integrare un servizio SaaS in un processo critico significa dipendere da un fornitore esterno per la gestione dei dati e la disponibilità operativa. Prima di stipulare il contratto, è opportuno confrontare i suoi controlli e impegni con le reali esigenze dell’azienda. Una presentazione commerciale o una certificazione, da sole, non spiegano cosa accadrà durante un’interruzione né quanto tempo richiederà il ripristino.

Questa checklist aiuta a organizzare la valutazione. Non sostituisce una revisione giuridica o tecnica specifica: i requisiti applicabili dipendono dal settore, dai dati trattati e dalla giurisdizione, aspetti che qui non sono definiti.

1. Determina quale impatto avrebbe un’interruzione

Inizia dall’uso che verrà fatto del servizio. Individua i processi che ne dipendono, i dati che vi saranno inseriti e le aree dell’azienda che sarebbero coinvolte se il sistema non fosse disponibile o se le informazioni andassero perse.

La profondità della valutazione deve essere proporzionata a tale dipendenza. Un SaaS che gestisce un’attività secondaria può richiedere una revisione diversa da quella di un servizio che concentra informazioni sensibili o che, in caso di guasto, interrompe una funzione essenziale. Annota anche se esistono alternative temporanee, come procedure manuali o strumenti di riserva, e chi potrebbe attivarle.

2. Verifica come protegge i dati e controlla gli accessi

Chiedi informazioni concrete sul ciclo di vita dei dati: dove vengono archiviati ed elaborati, chi può accedervi, come viene limitato l’accesso e quali misure sono adottate per proteggere le informazioni durante la trasmissione e l’archiviazione. Chiarisci anche cosa succede ai dati al termine del contratto, compresi i tempi e le modalità di restituzione o cancellazione documentati dal fornitore.

Per quanto riguarda gli accessi, chiedi se sono disponibili l’autenticazione a più fattori, le autorizzazioni basate sui ruoli e i registri delle attività. Non basta che una funzionalità esista: è importante sapere se si applica al servizio oggetto del contratto, chi la gestisce e quali evidenze può fornire il fornitore. Se lo strumento si integra con altri sistemi, includi anche queste connessioni nella revisione.

3. Valuta la risposta agli incidenti

Richiedi la procedura scritta per rilevare, indagare e gestire gli incidenti di sicurezza. Verifica se individua i responsabili, i canali di contatto e le fasi di escalation, e se spiega come viene comunicato un incidente ai clienti.

Chiarisci le condizioni e i tempi di notifica che il fornitore si impegna a rispettare. Non dare per scontato che una risposta generica soddisfi qualsiasi obbligo dell’azienda: l’ambito dipende dal contratto, dal tipo di incidente e dalle norme applicabili. Se il fornitore presenta metriche o esempi di incidenti precedenti, distingui questi dati dagli obiettivi futuri e chiedi a quale periodo e servizio si riferiscono.

Una cassaforte metallica aperta contiene diversi dischi di archiviazione; una freccia indica un altro gruppo di dischi sulla destra.
Illustrazione concettuale generata con IA · Edition Business

4. Verifica i backup e il ripristino

Una politica di backup, da sola, non dimostra che i dati possano essere ripristinati nei tempi necessari all’attività. Chiedi:

  • Quali informazioni sono coperte dai backup e se includono i dati e le configurazioni rilevanti per l’operatività.
  • Con quale frequenza vengono eseguiti, per quanto tempo vengono conservati e chi può accedervi.
  • Se i ripristini sono stati testati e quale documentazione è disponibile sui risultati.
  • Quale procedura viene attivata in caso di perdita di dati, cancellazione accidentale, attacco o altra interruzione.

Chiedi al fornitore di spiegare i suoi obiettivi di ripristino. L’RTO descrive il tempo obiettivo per ripristinare un servizio; l’RPO indica il punto obiettivo di ripristino dei dati, ossia la quantità di informazioni che potrebbe non essere recuperabile a seconda dello scenario. Confrontali con ciò che l’azienda può tollerare e verifica se si tratta di impegni contrattuali, obiettivi operativi o stime soggette a condizioni.

5. Leggi attentamente lo SLA e il piano di continuità

Esamina l’accordo sul livello di servizio (SLA) e individua come definisce la disponibilità, il periodo di misurazione, le esclusioni e le modalità di comunicazione o compensazione in caso di mancato rispetto degli impegni. Un dato sulla disponibilità, preso isolatamente, non basta a valutare l’impatto: è importante sapere come viene misurato e quali situazioni sono escluse dal calcolo.

La continuità aziendale e il ripristino tecnologico sono aspetti correlati, ma distinti. La prima riguarda il mantenimento delle funzioni essenziali durante l’interruzione; il secondo, il ripristino di sistemi e dati. Chiedi se il fornitore dispone di procedure documentate per entrambi, chi ne è responsabile e quando sono state testate. È inoltre opportuno individuare le attività che, durante un incidente, resteranno a carico dell’azienda, come informare i propri team o attivare processi alternativi.

6. Chiedi evidenze, non solo dichiarazioni

Per ogni garanzia importante, richiedi documentazione aggiornata e applicabile al prodotto che intendi acquistare. A seconda dei casi, può includere politiche di sicurezza, rapporti di audit o certificazioni, risultati dei test di ripristino, registri delle modifiche e procedure per la gestione degli incidenti. Verifica l’ambito, la data e ogni eventuale riserva riportata nel documento: un’evidenza relativa a un’altra piattaforma o entità del fornitore potrebbe non coprire il servizio valutato.

Registra le risposte e i documenti ricevuti. Se una risposta è incompleta, contraddittoria o non verificabile, annotala come un’incertezza da chiarire, anziché considerarla una garanzia.

7. Dai priorità ai rischi e documenta la decisione

Riassumi i risultati in una matrice semplice: requisito, risposta del fornitore, evidenza, impatto per l’azienda e azione da intraprendere. Dai priorità alle lacune che potrebbero esporre dati importanti, interrompere processi essenziali o rendere difficile il ripristino. Questa classificazione permette di confrontare i fornitori e decidere quali aspetti debbano essere risolti prima della stipula del contratto o dell’integrazione.

La revisione non termina con la firma. Se cambiano l’uso del servizio, i dati trattati o le condizioni del fornitore, verifica nuovamente che le garanzie siano ancora adeguate. In caso di dipendenza critica, concorda anche chi controllerà le evidenze e con quale frequenza.

Fonti e metodo

  1. SaaS security questionnaire: Checklist & template - Copla ↗copla.com
  2. Business Continuity and Disaster Recovery Plan ↗www.complyjet.com
  3. How To Perform SaaS Vendor Risk Assessment ↗www.josys.com
  4. Your vendor evaluation checklist: SaaS backup and recovery ↗www.keepit.com
Metodo editoriale →Correzioni
Segnala un errore ↗

Per approfondire