La reazione dei mercati brasiliani al primo turno elettorale ha aperto una possibile via di sollievo per l’economia argentina: un real più forte può migliorare la competitività relativa dei prodotti locali e ridurre alcune pressioni valutarie. Per ora, tuttavia, si tratta di una risposta finanziaria iniziale, non di un beneficio garantito né di un cambiamento strutturale nel commercio bilaterale.
Il real si è apprezzato dopo il voto
Nella prima seduta successiva alle elezioni, il real ha guadagnato terreno sul dollaro: una delle coperture giornalistiche ha riferito che il cambio è sceso da circa 5,20 a 4,99 real per dollaro, una variazione vicina al 4,2%. Gli analisti hanno descritto il movimento come un apprezzamento di circa il 5% e lo hanno collegato alle aspettative sull’orientamento fiscale che il Brasile potrebbe adottare.
L’interpretazione dei mercati, ancora subordinata all’esito del ballottaggio e alle decisioni del prossimo governo, è che una politica più favorevole all’equilibrio fiscale potrebbe ridurre l’incertezza sul debito e sui tassi di interesse. Questa interpretazione aiuta a spiegare la reazione, ma non conferma né che i tassi scenderanno né che l’apprezzamento del real durerà.
Un possibile sollievo valutario, non automatico
Il Brasile ha un peso importante nel commercio argentino e negli indicatori del tasso di cambio reale effettivo multilaterale. Secondo le stime citate negli articoli, la quota del real in questo indicatore si aggira tra il 28% e il 32%. Pertanto, se la moneta brasiliana manterrà la sua forza, potrebbe migliorare la competitività relativa dell’Argentina e moderare parte della pressione sul mercato valutario locale.
Joaquín Aránguiz, economista della Fundación Libertad, ha stimato che un apprezzamento del 5% del real ridurrebbe di circa l’1% la pressione sul dollaro locale. Anche Pedro Moreyra, cofondatore di Guardian Capital, ha descritto un possibile effetto favorevole sul peso e sulle ragioni di scambio. Si tratta di calcoli e valutazioni di specialisti, non di risultati osservati che consentano, da soli, di prevedere l’andamento del tasso di cambio argentino.
Il commercio dipende anche dall’attività economica
Un real più forte può rendere i prodotti argentini relativamente meno costosi per gli acquirenti brasiliani e rincarare i beni brasiliani rispetto a quelli locali. Ciò potrebbe favorire gli esportatori argentini e i settori in concorrenza con le importazioni dal Brasile. L’industria automobilistica è particolarmente sensibile al mercato del Paese vicino, mentre le variazioni dei prezzi agricoli internazionali potrebbero incidere anche sui ricavi del settore agroesportatore.
Il tasso di cambio, però, non determina da solo i volumi degli scambi. Aránguiz ha avvertito che il commercio bilaterale dipende soprattutto dal livello di attività delle due economie. Se la domanda brasiliana si indebolisce, un miglioramento dei prezzi relativi potrebbe non tradursi in maggiori vendite argentine. Allo stesso modo, il possibile impatto sui prezzi dei prodotti agricoli è indiretto e dipenderà da altri fattori globali.
Tassi e politica possono cambiare lo scenario
Le aspettative sui tassi di interesse brasiliani fanno parte della reazione dei mercati. La politica monetaria risponde all’inflazione e alle condizioni finanziarie, ma può essere condizionata anche dai dubbi sui conti pubblici. Le previsioni di tassi più bassi o di una moneta più forte sono scenari subordinati all’evoluzione fiscale, politica ed economica del Brasile; non implicano che il credito o gli investimenti diventeranno subito meno costosi in Argentina.
Javier Milei ha accolto con favore davanti al suo gabinetto il risultato del primo turno e lo ha interpretato come una battuta d’arresto per le misure di stimolo elettorale promosse da Luiz Inácio Lula da Silva. Questa è la lettura politica del Presidente argentino. Sul piano economico, la possibilità che lo scenario brasiliano dia respiro al suo programma dipenderà dal consolidamento dei movimenti finanziari e dalla loro trasmissione all’attività economica e al commercio.
Per ora, l’apprezzamento del real rappresenta un segnale potenzialmente favorevole per l’Argentina, non una garanzia di sollievo duraturo. Il ballottaggio e le decisioni che seguiranno, l’andamento dei tassi e la domanda in entrambi i Paesi saranno determinanti per valutare se l’effetto iniziale si trasformerà in un vantaggio economico duraturo.