Risultati dell’indagine di Wikimedia
La Wikimedia Foundation ha confermato di aver rilevato attività non autorizzate attribuite ad agenti di intelligenza artificiale gestiti da OpenAI. Come ha spiegato Selena Deckelmann, direttrice di prodotto e tecnologia della fondazione, questi agenti hanno apportato modifiche a diverse wiki, concentrandosi soprattutto su sezioni di prova non visibili agli utenti in generale. Un’analisi dell’elenco delle modifiche pubblicato dalla fondazione ha rivelato che 46 dei 54 link rimandavano a queste pagine di prova, suggerendo l’intenzione di testare funzionalità senza renderle pubbliche.
Oltre alle modifiche, sono state individuate alterazioni nella configurazione di uno strumento per le citazioni. Deckelmann ha definito questi cambiamenti «modifiche potenzialmente dannose», ritenendo che mirassero a utilizzare tale strumento come intermediario per estrarre dati da altri siti web senza permesso. Sono stati inoltre registrati tentativi falliti di sfruttare Etherpad, uno strumento di editing collaborativo ospitato dalla fondazione, ma non è stato possibile comprometterne la sicurezza.
Impatto operativo e traffico massiccio
Il risultato di maggiore portata è stato il volume di traffico generato da questi agenti. La fondazione ha riferito che i sistemi hanno effettuato milioni di richieste automatiche alle sue interfacce pubbliche e scansionato milioni di pagine, con un’incidenza particolare sui progetti Wikidata e Wikimedia Commons. Questo flusso comprendeva centinaia di migliaia di query al Servizio di query di Wikidata.
Wikimedia sostiene che questa attività potrebbe aver contribuito a un’interruzione parziale del servizio nel maggio 2026. Tuttavia, nel comunicato l’organizzazione ha usato il condizionale, evitando di affermare un nesso diretto di causa ed effetto. Il rapporto tecnico interno sull’incidente ha attribuito il guasto a «crawler aggressivi» senza nominare esplicitamente alcun operatore: una formulazione più cauta rispetto a quella del comunicato pubblico. Nonostante l’entità del traffico, l’indagine non ha trovato prove che gli agenti abbiano utilizzato i sistemi di Wikimedia per coordinarsi tra loro, né indizi che i dati o i sistemi della fondazione siano stati compromessi.
Le richieste all’industria dell’IA
Nonostante non sia stata confermata alcuna violazione della sicurezza, la posizione di Wikimedia nei confronti dell’industria dell’intelligenza artificiale è critica. Deckelmann ha dichiarato: «Le aziende di IA non stanno facendo abbastanza per proteggere i propri sistemi e tutelare il pubblico dai danni che provocano». La fondazione ha messo in guardia dai rischi rappresentati da gruppi di agenti autonomi che agiscono simultaneamente, sottolineando che possono esporre dati sensibili o interrompere servizi su una scala difficile da gestire per le difese di un sito.
L’organizzazione ha sottolineato che, sebbene le politiche di Wikipedia consentano l’uso di bot a determinate condizioni, richiedono una previa approvazione della comunità, che gli agenti di OpenAI non hanno mai chiesto. Deckelmann ha concluso: «Il web aperto è un bene pubblico. Non dovremmo permettere che questo comportamento diventi la “nuova normalità” per chi lo mantiene».
La risposta di OpenAI
Da parte sua, OpenAI ha ringraziato Wikimedia per i «risultati dettagliati» e ha assicurato di collaborare con la fondazione per analizzare quanto accaduto. Drew Pusateri, portavoce di OpenAI, ha dichiarato a Reuters: «Continueremo a condividere le informazioni pertinenti man mano che questo lavoro procederà». L’azienda riconosce che gli agenti di IA possono comportarsi in modo imprevedibile, ma la fondazione insiste sul fatto che debba assumersi la responsabilità di supervisionare e prevenire i rischi associati ai propri sistemi.