L’Ibex 35 ha chiuso la seduta di lunedì 5 ottobre in rialzo dell’1,12%, a 19.299,70 punti, dopo che il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha convocato le elezioni generali per il 29 novembre. Nel corso della giornata l’indice ha raggiunto i 19.338 punti e registrato un minimo di 19.013, secondo Bloomberg Línea.
Il rialzo è avvenuto in una seduta caratterizzata dalla concomitanza di diversi fattori. Oltre all’annuncio politico, i mercati hanno seguito il primo turno delle elezioni in Brasile, i dati sull’attività imprenditoriale in Spagna e l’andamento di altri asset. Pertanto, il rialzo dell’indice non consente di concludere che la convocazione elettorale ne sia stata l’unica causa.
Santander e Telefónica si sono distinte tra i titoli in rialzo
Banco Santander è salito del 4,52% e Telefónica del 3,38%. Sono avanzati anche Merlin Properties (3,22%), Banco Sabadell (1,80%) e CaixaBank (1,54%). Tra i titoli in calo, Solaria ha perso il 3,68%; Ferrovial il 2,95%; ed Enagás il 2,40%.
La seduta è coincisa con un forte rialzo della Borsa brasiliana, il cui principale indice avanzava dell’8,17% alla chiusura dei mercati europei. L’analista di XTB Javier Cabrera ha affermato che il risultato del primo turno in Brasile favoriva le società spagnole attive nel Paese e ha evidenziato l’esposizione di Santander. Bloomberg Línea ha citato anche Telefónica e Mapfre tra le società presenti sul mercato brasiliano.
In Spagna, a settembre l’indice PMI composito dell’attività imprenditoriale è salito a 56,8 punti, rispetto ai 55,8 di agosto, raggiungendo il livello più alto da dicembre 2024, secondo i dati di S&P Global Market Intelligence citati da Europa Press. Questo indicatore ha fornito un ulteriore elemento di contesto per la seduta, ma le fonti non consentono di misurare quanto abbia influito sulla chiusura dei mercati azionari.
La convocazione apre una fase di attenzione politica
L’annuncio delle elezioni introduce una nuova fase di incertezza sulle politiche che potrà adottare il prossimo Governo. Martin Wolburg, economista senior di Generali Investments, ha affermato che l’economia spagnola mantiene una posizione solida e che non si aspetta cambiamenti di rotta drastici, pur indicando sfide come la questione abitativa e l’elevato indebitamento.
Da parte loro, gli analisti di Bloomberg Economics Antonio Barroso e Ana Andrade hanno stimato che l’impatto economico a breve termine dovrebbe essere limitato, basandosi sul fatto che precedenti periodi di instabilità politica non hanno modificato in modo significativo la crescita. Questa valutazione è un’aspettativa attribuita agli analisti, non un risultato già constatato per questo nuovo processo elettorale.
Nel settore bancario, Citi ritiene che la convocazione, di per sé, non modifichi sostanzialmente le prospettive degli utili. Secondo l’analisi citata da Bloomberg Línea, tra le variabili che potrebbero essere rilevanti per il settore bancario figurano il consolidamento del settore, il prelievo applicabile, la partecipazione statale in CaixaBank e le prospettive di crescita interna. La futura composizione del Governo e le sue decisioni regolamentari saranno quindi aspetti da seguire; il loro impatto dipenderà dalle politiche che saranno infine approvate.
Solaria, invece, ha guidato i ribassi. Bloomberg Línea ha collegato la pressione sulla società ai dubbi sul futuro di un decreto sui centri dati che prevede che queste strutture coprano almeno l’80% del proprio consumo elettrico con nuova produzione da fonti rinnovabili. La convocazione elettorale aggiunge incertezza sulla continuità di tale normativa, ma non determina di per sé quale sarà il suo esito.
Gli altri mercati hanno chiuso con andamenti contrastanti
L’andamento delle principali piazze europee è stato disomogeneo: il FTSE 100 è salito dello 0,34%, il DAX tedesco dello 0,09%, il FTSE MIB italiano dello 0,66% e l’Euro Stoxx 50 dello 0,06%; il CAC 40 francese ha perso lo 0,80%.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento del titolo di Stato spagnolo a dieci anni si è attestato al 4,123%, rispetto al 4,086% della chiusura di venerdì, e il differenziale di rendimento è rimasto a 64,23 punti base. L’euro è sceso dello 0,39%, a 1,1211 dollari. Questi dati descrivono la chiusura di quella seduta e, da soli, non consentono di stabilire una tendenza successiva.