L’amministratore delegato di Telefónica, Emilio Gayo, ha chiesto alle istituzioni europee di adeguare rapidamente la regolamentazione per favorire gli investimenti e consentire alle imprese di crescere dimensionalmente. Lo ha affermato al XXIX Congresso Nazionale dell’Impresa Familiare, collegando il quadro normativo alla competitività del settore tecnologico e alla capacità dell’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica.
La richiesta esprime la posizione di Gayo sull’evoluzione normativa: non implica che siano state approvate modifiche né anticipa l’esito di future decisioni europee. In particolare, ha sottolineato che il modo in cui le autorità garanti della concorrenza valuteranno eventuali operazioni di consolidamento nel settore delle telecomunicazioni sarà rilevante per stabilire se le imprese possano crescere dimensionalmente.
Sovranità tecnologica senza autarchia
Gayo ha sostenuto una sovranità tecnologica aperta, che non implichi produrre in Europa tutto ciò che le imprese utilizzano. A suo avviso, l’obiettivo è mantenere la capacità di decidere sugli elementi critici dell’ecosistema digitale. Per valutare tale capacità, ha proposto di considerare chi controlla i dati e le piattaforme e se le aziende possano cambiare fornitore o tecnologia senza rimanere vincolate a una soluzione.
Il dirigente ha individuato tre condizioni per progredire: una regolamentazione che favorisca lo sviluppo e gli investimenti, imprese di dimensioni sufficienti e la capacità di sostenere investimenti a lungo termine. Ha inoltre avvertito che l’autonomia tecnologica richiede tempo e investimenti; tra i limiti menzionati, vi è il fatto che l’Europa non produce chip su scala sufficiente.
Nel settore delle telecomunicazioni, il dibattito normativo comprende l’uso dello spettro radioelettrico. Gayo ha sostenuto che dovrebbe essere considerato una risorsa essenziale per sviluppare le reti mobili e competere, oltre che una fonte di entrate pubbliche attraverso le aste. Ha inoltre collegato la capacità d’investimento del settore alle decisioni sul consolidamento aziendale, la cui valutazione spetta alle autorità competenti.
L’IA: produttività, servizio e formazione
A proposito dell’intelligenza artificiale (IA), Gayo ha respinto le visioni eccessivamente catastrofiste e ne ha evidenziato il potenziale nel ridurre gli errori e migliorare l’assistenza clienti. Secondo la sua valutazione, questi strumenti possono consentire servizi più personalizzati rispetto ai modelli tradizionali di segmentazione, oltre a contribuire alla produttività e alla riduzione dei costi.
Il suo approccio per le imprese pone l’accento sulle persone che conoscono i processi interni. Gayo ha affermato che la loro esperienza è fondamentale per individuare come applicare l’IA e ha sostenuto che ricevano una formazione che permetta loro di comprendere le capacità di questi strumenti. La tecnologia, da sola, non garantisce miglioramenti operativi: la sua integrazione dipende anche dalla capacità delle aziende di inserirla nei propri processi.
Il dirigente ha aggiunto che la diffusione dell’IA modificherà il traffico delle reti. A suo avviso, aumenteranno sia il volume dei dati in circolazione sia le informazioni che gli utenti inviano ai sistemi per l’elaborazione, accrescendo così l’importanza del traffico in upload.
Per le imprese, le dichiarazioni aprono due dibattiti collegati: come adeguare le proprie attività e capacità interne all’IA e come evolverà il quadro europeo per gli investimenti e la crescita dimensionale. Le proposte di Gayo esprimono una posizione imprenditoriale su queste questioni; non costituiscono modifiche normative già approvate né garantiscono un esito concreto per il settore.