Il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile ha provocato una reazione immediata sui mercati della regione. Flávio Bolsonaro è arrivato primo davanti a Luiz Inácio Lula da Silva, ma nessuno dei due ha ottenuto voti sufficienti per evitare un secondo turno, previsto per il 25 ottobre. L’esito elettorale è ancora in sospeso; i movimenti osservati riflettono, in parte, le aspettative degli investitori sul risultato e sulle politiche del prossimo governo.
Sono saliti gli asset brasiliani e il real si è apprezzato
Dopo la diffusione del risultato, le azioni brasiliane hanno registrato un forte rialzo e il real si è apprezzato nei confronti del dollaro. Le cronache hanno descritto aumenti marcati in borsa e negli strumenti legati agli asset brasiliani, anche se le variazioni riportate differiscono a seconda del mercato e del momento della seduta.
L’interpretazione degli investitori sembra associare un’eventuale presidenza di Bolsonaro a un’agenda più favorevole al mercato e a una maggiore disciplina fiscale. Questa interpretazione non equivale a una politica già definita né garantisce che i prezzi mantengano la stessa direzione. Come ha osservato l’economista Fernando Marull, la sorpresa rispetto alle aspettative precedenti ha contribuito a spiegare l’intensità della reazione. Il percorso verso il ballottaggio potrebbe portare nuovi cambiamenti nelle quotazioni.
Il rimbalzo argentino e i suoi limiti
Anche gli asset argentini sono saliti nella seduta successiva al primo turno. Il rischio paese, che aveva raggiunto i 655 punti base, è sceso verso quota 599, mentre obbligazioni e azioni hanno registrato rialzi. Il movimento è coinciso con un miglioramento del clima finanziario regionale, ma non può essere attribuito esclusivamente al Brasile: secondo le cronache, hanno inciso anche fattori globali e segnali di sostegno finanziario degli Stati Uniti al governo argentino.
Nicolás Parreira, direttore del Grupo Sigma, ha descritto il contagio come parziale: il miglioramento della percezione del Brasile può favorire l’interesse per gli asset latinoamericani, ma non elimina i fattori specifici che pesano sull’Argentina. Sulla stessa linea, gli analisti avvertono che l’evoluzione degli asset locali continuerà a dipendere da variabili interne e che il sollievo di una singola seduta non risolve i dubbi di più lungo periodo.
Tasso di cambio, esportazioni e turismo
L’apprezzamento del real può agire attraverso diversi canali. Sul piano valutario, un real più forte riduce una fonte di pressione sul mercato argentino. Marull ha sostenuto che il calo del dollaro in Brasile “allenta un po’ la pressione” su quel mercato e ha ricordato che un deprezzamento del real potrebbe trasferire pressione sul tasso di cambio locale. Si tratta di una possibile relazione, non di un effetto automatico né di una previsione sulla quotazione del peso.
Sul piano commerciale, un real più forte può migliorare la competitività relativa dei prodotti argentini rispetto a quelli brasiliani. Il Brasile è la principale destinazione delle esportazioni argentine e l’industria automobilistica è esposta in misura significativa a questo scambio. Tuttavia, l’effetto finale dipenderà anche dalla domanda brasiliana, dai costi, dalle condizioni commerciali e dall’andamento economico di entrambi i paesi.
Per chi viaggia dall’Argentina, l’altra faccia del movimento è che il Brasile potrebbe diventare più caro se il real si rafforza e il peso non lo segue. È una possibilità subordinata all’andamento delle due valute fino alla data del viaggio, non una conseguenza certa delle elezioni.
L’attività economica e il ballottaggio restano decisivi
Il risultato elettorale non elimina i rischi macroeconomici del Brasile. Gustavo Pérego, direttore di Abeceb, ha avvertito che un eventuale consolidamento fiscale potrebbe raffreddare l’attività nel breve periodo. Se l’economia brasiliana rallentasse, l’impatto sull’Argentina potrebbe manifestarsi attraverso una domanda più debole e un commercio bilaterale meno dinamico, anche se il tasso di cambio offrisse un vantaggio relativo agli esportatori locali.
Per ora, è opportuno distinguere tra il movimento finanziario già osservato e gli scenari che il mercato comincia ad anticipare. Il real e le azioni brasiliane hanno reagito dopo il primo turno e gli asset argentini hanno accompagnato parte del rialzo. Ma il ballottaggio è ancora in sospeso e il rapporto tra i due paesi dipenderà anche dalle politiche che saranno effettivamente adottate e dall’andamento delle rispettive economie.