Le indagini si concludono, ma il processo non è ancora iniziato
Il tribunale istruttorio di Madrid ha disposto che il procedimento per l’incendio del ristorante Burro Canaglia, avvenuto il 21 aprile 2023, prosegua secondo le formalità del rito abbreviato. L’ordinanza, datata 2 ottobre 2026, colloca il caso nella fase intermedia: conclude le indagini e consente alle parti accusatrici di decidere come procedere, ma non dichiara colpevole nessuno né significa che il dibattimento sia già stato aperto.
Il procedimento verte su possibili reati di omicidio o lesioni colpose e di violazione dei diritti dei lavoratori. Si tratta di qualificazioni provvisorie, soggette a quanto sosterranno le parti e, se del caso, alla successiva valutazione di un tribunale.
Dieci giorni perché le parti accusatrici si pronuncino
Il giudice ha concesso un termine comune di dieci giorni al Pubblico Ministero e alle parti civili costituite affinché presentino i propri atti. Possono chiedere l’apertura del dibattimento e formulare l’accusa, chiedere il non luogo a procedere — cioè l’archiviazione del caso — oppure, in via eccezionale, sollecitare atti investigativi integrativi che ritengano indispensabili per formulare l’accusa.
Il passaggio successivo dipende quindi da tali richieste. La decisione resa nota non anticipa quale sarà la posizione della Procura o delle parti accusatrici, né l’esito delle decisioni che gli organi giudiziari adotteranno in seguito.
Il procedimento coinvolge persone legate alla gestione, al franchising e al progetto
Le notizie sull’ordinanza identificano sei persone indagate: l’amministratore della società titolare del ristorante, il responsabile del locale, due amministratori della società franchisor Foodology Lab e due architetti legati al progetto del locale. Le fonti consultate riportano cifre discordanti: una parla di cinque persone, sebbene l’elenco ne comprenda comunque sei; altre riferiscono che sono sei. Questa differenza non modifica la portata della decisione processuale, che non accerta responsabilità individuali.
Il procedimento esamina possibili responsabilità legate alla gestione del locale, al franchising e agli aspetti tecnici del ristorante. L’indagine ha acquisito, tra gli altri elementi, rapporti dell’Ispettorato del lavoro riguardanti le decorazioni, l’uso di fiamme per servire determinati piatti, la pianificazione delle emergenze e le condizioni di evacuazione. Questi elementi fanno parte degli atti, ma non equivalgono di per sé a una dichiarazione giudiziaria di colpevolezza.
Un incendio con tre vittime mortali
L’incendio si è sviluppato mentre veniva servita una pizza flambé e si è propagato attraverso le decorazioni del ristorante. Sono morte tre persone e ci sono stati diversi feriti. Il procedimento resta aperto per determinare se sussistano elementi sufficienti per rinviare a giudizio le persone indagate e, in tal caso, quali fatti e responsabilità specifiche sosterranno le accuse.
La decisione di proseguire secondo il rito abbreviato va distinta da una condanna: le persone indagate mantengono la presunzione di innocenza. Inoltre, non comporta l’effettiva apertura del dibattimento, che dipenderà dagli atti delle parti e dalle successive decisioni processuali.