Tesco sta valutando cosa fare delle sue attività in Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, un’operazione che potrebbe segnare un ulteriore passo nel ritiro internazionale del gruppo britannico. La vendita, tuttavia, non è confermata: a luglio, la società ha risposto alle notizie dichiarando che non commentava indiscrezioni o speculazioni.
Una revisione strategica, non una decisione annunciata
A luglio il Financial Times ha riferito che Tesco stava esaminando, insieme a banche, le opzioni per le proprie attività nell’Europa centrale e orientale. EFE ha ripreso la notizia il giorno successivo. A ottobre, City A.M. è tornato sulla possibilità di una vendita e ha indicato che Lidl figurava tra gli interessati. La testata ha riferito che Tesco avrebbe potuto aggiornare il mercato quella settimana, ma questa aspettativa non equivale a un annuncio di vendita.
Secondo l’ultimo rapporto annuale citato dal Financial Times, le attività regionali comprendono 561 negozi e danno lavoro a oltre 22.000 persone. Qualsiasi cambiamento di proprietà potrebbe quindi avere rilevanza per un organico numeroso nei tre paesi. Le fonti disponibili non forniscono dettagli su possibili cambiamenti occupazionali, né indicano che siano stati annunciati licenziamenti, chiusure o modifiche alle condizioni di lavoro.
Ricavi rilevanti, contributo minore agli utili del gruppo
La divisione ha generato 4,5 miliardi di sterline di ricavi l’anno precedente, rispetto ai 66,6 miliardi di sterline del gruppo. Il suo contributo all’utile operativo rettificato è stato comunque relativamente ridotto: 115 milioni di sterline, su un totale di 3,2 miliardi, secondo i dati pubblicati dal Financial Times.
L’attività deve affrontare la pressione competitiva di catene discount come Aldi e Lidl. Tesco ha inoltre segnalato difficoltà in Slovacchia e pressioni normative, e ha ridotto di 75 milioni di sterline il valore dei propri negozi, secondo quanto riportato dal Financial Times. Questi fattori aiutano a inquadrare la revisione, ma non dimostrano di per sé che la società procederà alla vendita.
Il possibile effetto sulla strategia di Tesco
Una dismissione ridurrebbe la presenza di Tesco nell’Europa continentale e concentrerebbe ulteriormente la sua attività nel Regno Unito e in Irlanda. Nicholas Found, analista di Retail Economics, ha dichiarato a City A.M. che una vendita avrebbe una logica strategica se si ottenesse un prezzo adeguato: permetterebbe di semplificare il gruppo e liberare capitale da destinare a quei mercati. Ha anche messo in guardia dal rischio di cedere un’attività a un prezzo inferiore al suo valore e ha osservato che Tesco non avrebbe un’esigenza urgente di uscire da quei mercati.
Richard Hyman, analista indipendente del settore della vendita al dettaglio, ha ritenuto che la vendita avrebbe senso nell’ambito del graduale ripiegamento di Tesco verso la propria attività principale. Si tratta di valutazioni di analisti, non di decisioni o previsioni confermate dalla società. Ken Murphy, amministratore delegato, aveva descritto l’attività regionale come «una parte integrante e di successo del gruppo», secondo le dichiarazioni riportate dal Financial Times.
Per ora, il dato centrale per le aziende, i lavoratori e i potenziali acquirenti è che Tesco sta valutando delle alternative, ma non ha confermato alcuna operazione. Non sono inoltre noti pubblicamente il prezzo, le tempistiche, le condizioni di un’eventuale vendita né le sue conseguenze per il personale.