La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti (CFTC) ha aperto ai commenti una proposta per inquadrare determinate operazioni al dettaglio con criptoattività soggette a leva, finanziate o a margine. Better Markets, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di riforma finanziaria, ha contestato che l’agenzia sia quella più adatta a supervisionare tali attività e ha avvertito che il quadro potrebbe offrire agli investitori meno protezioni rispetto a quello della Securities and Exchange Commission (SEC).
L’iniziativa è in fase di avviso anticipato di proposta di regolamentazione. Presenta quindi un quadro al vaglio e sollecita contributi pubblici; non costituisce una norma definitiva né consente di considerare risolte le questioni giuridiche che solleva.
Cosa prevede la proposta della CFTC
L’agenzia sta valutando il ricorso a poteri già previsti dalla legislazione federale per supervisionare le operazioni con criptoattività che comportano leva, finanziamento o margine. Prende inoltre in considerazione una categoria di registrazione per le piattaforme che agevolano tali transazioni, denominata mercati di criptoattività. La CFTC ha aperto un periodo di 60 giorni per i commenti pubblici, al fine di raccogliere opinioni sull’approccio.
L’ambito descritto non equivale a una supervisione federale generale di tutte le attività con criptovalute. La proposta riguarda determinate operazioni al dettaglio finanziate o con leva. L’acquisto e la vendita diretti, o a pronti, restano fuori da tale quadro secondo le informazioni disponibili, anche se la CFTC conserva la competenza ad agire contro le frodi e la manipolazione in questi mercati. L’iniziativa non sostituirebbe neppure le norme statali sulla trasmissione di denaro.
Il dibattito si svolge mentre il Congresso non ha approvato una legge organica sulla struttura del mercato delle criptoattività. In questo contesto, la CFTC e la SEC hanno promosso misure nell’ambito delle rispettive competenze attuali. La consultazione consentirà all’agenzia di ricevere argomentazioni sull’ambito e sulla configurazione della proposta, ma non risolve di per sé i dubbi sull’autorità giuridica invocata.
Le obiezioni di Better Markets
Benjamin Schiffrin, direttore delle politiche sui valori mobiliari di Better Markets, ha sostenuto che la CFTC sia meno orientata della SEC alla tutela degli investitori al dettaglio. Secondo Schiffrin, il mandato della CFTC è incentrato sui mercati delle materie prime e dei derivati, storicamente dominati da partecipanti istituzionali, mentre le norme della SEC includono garanzie applicabili alla negoziazione di valori mobiliari.
Schiffrin ha inoltre contestato che l’autorità giuridica citata dalla CFTC dimostri che il Congresso intendesse trasformare l’agenzia nel principale regolatore di queste operazioni al dettaglio con criptoattività. Ha affermato che tale disposizione è stata approvata originariamente per contrastare le frodi nelle operazioni con leva sui metalli preziosi. Si tratta dell’interpretazione di Better Markets, non di una conclusione giudiziaria accertata sulla base delle informazioni disponibili.
L’organizzazione ha sollevato anche preoccupazioni riguardo a possibili legami tra i partecipanti al mercato che, a suo avviso, potrebbero riprodurre rischi associati al collasso di FTX. Le informazioni disponibili non specificano quali rapporti concreti consentirebbe la proposta né stabiliscono che si verificherà una situazione equivalente.
Un dibattito aperto sulla tutela e su regole comuni
La critica di Better Markets non rappresenta un consenso del settore. Nate Geraci, presidente di NovaDius Wealth Management, ha difeso la necessità di disporre di regole chiare e ha osservato che, se il Congresso non le stabilisce, la CFTC e la SEC potrebbero dover intervenire nell’ambito delle rispettive competenze.
Per le aziende che offrono prodotti cripto ai clienti statunitensi, la distinzione tra operazioni con leva e acquisto e vendita a pronti è rilevante: la proposta riguarda le prime, ma non crea un regime federale completo per tutte le attività del mercato. L’esito dipenderà dai commenti ricevuti e dai successivi interventi normativi. Fino all’adozione di una norma definitiva, le critiche di Better Markets e le risposte degli altri partecipanti vanno intese come posizioni espresse nell’ambito di una consultazione in corso, non come obblighi già in vigore né come una decisione sulla validità giuridica dell’approccio.