Due obblighi distinti, un calendario più coordinato
Il Ministero delle Finanze ha annunciato che Verifactu sarà rinviato a ottobre 2028, con l’intenzione di coordinare la sua attuazione con quella della fatturazione elettronica obbligatoria tra imprese e professionisti. La modifica concede più tempo alle aziende e ai lavoratori autonomi per adeguare i propri processi, anche se il calendario annunciato non significa che i due obblighi siano equivalenti né che tutti i dettagli siano già stati definiti.
Verifactu stabilisce requisiti per i sistemi informatici di fatturazione, con garanzie di integrità, conservazione, tracciabilità e protezione contro modifiche indebite dei registri. La fattura elettronica B2B, invece, disciplina l’emissione e lo scambio di fatture in formato elettronico nelle operazioni tra imprese e professionisti. Il Ministero delle Finanze ha prospettato una maggiore convergenza tra i sistemi, anche sotto determinati aspetti tecnici e applicativi, ma questo adeguamento richiederà modifiche normative.
La fatturazione elettronica mantiene scadenze differenziate in base alle dimensioni dell’impresa
I calendari pubblicati fissano l’entrata in vigore della fatturazione elettronica a ottobre 2027 per le imprese con un fatturato annuo superiore a otto milioni di euro. Per le aziende e i professionisti che non superano tale soglia, la scadenza è prorogata fino a ottobre 2028. Le informazioni disponibili differiscono sul giorno preciso di ottobre per il primo gruppo; è quindi opportuno distinguere il mese e la fascia applicabile dalle date esatte, che dovranno essere confermate dalla normativa pertinente.
Il rinvio di Verifactu mira a ridurre la possibilità che le attività economiche debbano affrontare adeguamenti tecnologici successivi in un breve periodo. Tuttavia, il coordinamento annunciato non implica che si debba sospendere la pianificazione: i requisiti tecnici vigenti di Verifactu restano in vigore finché non saranno approvate le modifiche annunciate.
Reazioni favorevoli e questioni ancora in sospeso
L’Associazione spagnola dei consulenti fiscali (Aedaf) e la Federazione nazionale delle associazioni dei lavoratori autonomi (ATA) avevano sostenuto il coordinamento dei calendari. Lorenzo Amor, presidente di ATA, ha definito il rinvio «la scelta più coerente» per i lavoratori autonomi e ha sostenuto che evitare adeguamenti consecutivi ridurrebbe il carico operativo del cambiamento. Queste valutazioni esprimono la posizione delle organizzazioni; non sostituiscono la normativa applicabile.
La necessità di chiarimenti riguarda anche i settori con processi di fatturazione particolari. Nel settore delle agenzie di viaggio, la CEAV ha segnalato che modifiche a viaggi, viaggiatori, servizi, prezzi o cancellazioni possono richiedere rettifiche se incidono su fatture già emesse o sui relativi registri. La direttrice dell’area giuridica, Ana Barluenga, ha accolto positivamente il tempo aggiuntivo, ma ha avvertito che restano questioni operative da risolvere.
Una di queste riguarda la soluzione gratuita di fatturazione dell’Agenzia delle Entrate: secondo CEAV, al momento non copre determinate operazioni legate al Regime speciale delle agenzie di viaggio (REAV) né alcune operazioni di intermediazione. L’associazione di categoria chiede che sia adeguata a queste specificità. Restano inoltre aperti dubbi sull’ambito definitivo del quadro normativo e sul trattamento di determinati documenti, come quelli creati con strumenti di automazione d’ufficio, alla luce delle questioni sottoposte dalle associazioni del settore.
Cosa devono tenere presente le imprese
L’annuncio concede più tempo, ma apre una fase di transizione in cui occorrerà attenersi alle disposizioni che definiranno la convergenza. In particolare, ogni attività dovrà distinguere quali obblighi riguardano i propri sistemi di fatturazione e quali disciplinano lo scambio di fatture con altre imprese o professionisti. Le date esatte e l’ambito definitivo dipenderanno dalla normativa che formalizzerà le modifiche annunciate.
Il coordinamento tiene conto anche dei futuri requisiti europei di comunicazione digitale associati a ViDA, la cui attuazione nell’Unione europea è prevista a partire dal 2030. Questo riferimento spiega in parte l’obiettivo di armonizzazione, ma non modifica di per sé gli obblighi spagnoli vigenti né consente di anticipare il contenuto definitivo delle future norme.