Un calendario comune, ancora da definire
Il Ministero delle Finanze ha annunciato che rinvierà l’introduzione di Verifactu e ne allineerà il calendario a quello della fatturazione elettronica obbligatoria per le imprese. Secondo le informazioni diffuse sull’annuncio, l’orizzonte temporale per Verifactu è fissato a ottobre 2028. Il Ministero giustifica la decisione con l’opportunità di avvicinare entrambi i sistemi dal punto di vista tecnico e normativo.
La data va interpretata con cautela: il Ministero delle Finanze ha anche indicato che interverrà con modifiche per coordinare gli ambiti di applicazione e determinati aspetti tecnici. Pertanto, l’annuncio dell’allineamento non equivale, di per sé, all’approvazione di tutte le nuove scadenze e di tutti i requisiti. Le imprese dovranno attenersi alle disposizioni che saranno pubblicate per conoscere il calendario definitivo applicabile al proprio caso.
La decisione arriva mentre prosegue l’iter normativo sulla fatturazione elettronica. La pubblicazione dell’ordine ministeriale che specifica i requisiti della soluzione pubblica dell’Agenzia delle Entrate costituisce una tappa di questo processo, ma non trasforma i due sistemi in un unico obbligo.
Due norme con funzioni diverse
Verifactu stabilisce requisiti per i sistemi informatici di fatturazione, con l’obiettivo di rafforzare l’integrità e la tracciabilità delle registrazioni e rendere più difficile la loro modifica. Tra gli elementi descritti per questi sistemi figurano la generazione di registrazioni con un’impronta digitale e l’inserimento di un codice QR nelle fatture.
La fatturazione elettronica obbligatoria, invece, disciplina lo scambio di fatture tra imprese e mira a fare in modo che le operazioni siano comunicate in un formato interoperabile. In dichiarazioni riportate da elDiario.es, Raquel Jurado, responsabile del Servizio di consulenza del Registro degli economisti consulenti fiscali del Consiglio generale degli economisti, ha riassunto la differenza: Verifactu si concentra sulla sicurezza e sulla tracciabilità interna della fatturazione, mentre la fatturazione elettronica riguarda l’interoperabilità e il controllo commerciale tra imprese.
Di conseguenza, adeguarsi a uno dei sistemi non sostituisce automaticamente l’obbligo di rispettare l’altro. Il coordinamento dei calendari può agevolare una transizione congiunta, ma non elimina la necessità di verificare quali requisiti si applicano a ciascuna attività.
La motivazione: ridurre gli adeguamenti ravvicinati
Il Ministero delle Finanze presenta la modifica come un modo per favorire la convergenza ed evitare che le imprese debbano adeguare i propri sistemi a scadenze molto ravvicinate. L’Associazione spagnola dei consulenti fiscali (AEDAF) ha valutato positivamente il coordinamento e ha osservato che può contribuire alla stabilità ed evitare adeguamenti successivi in un periodo limitato. Questa valutazione esprime la posizione dell’associazione e non garantisce che l’introduzione sarà semplice per tutte le imprese.
Anche la futura evoluzione europea rientra in questo contesto. AEDAF sostiene che coordinare la transizione spagnola permetterebbe di avvicinarla al modello di informazione digitale previsto nell’Unione europea a partire dal 2030. Questo riferimento aiuta a spiegare il dibattito sulla convergenza, ma non sostituisce gli obblighi nazionali né consente di anticipare, da solo, quale sarà l’assetto della normativa spagnola.
Cosa conviene seguire nelle imprese
Per le imprese, l’annuncio modifica l’orizzonte temporale di Verifactu, ma non conferma che i suoi requisiti scompariranno né che la fatturazione elettronica sarà coperta dallo stesso adeguamento. La pianificazione tecnologica dovrà considerare separatamente le funzioni di ciascun sistema e dovrà essere aggiornata quando saranno pubblicate le modifiche normative ancora in sospeso.
In particolare, occorrerà seguire le disposizioni che definiranno le nuove scadenze, i soggetti interessati e i requisiti tecnici, nonché le regole applicabili alla fatturazione elettronica e alla relativa soluzione pubblica. Fino ad allora, è opportuno distinguere tra il rinvio annunciato e gli obblighi già formalmente definiti: le date e le condizioni definitive dipendono dalla normativa che sarà infine approvata.