Il Governo argentino ha autorizzato l’ampliamento di tre emissioni di debito in pesos per cancellare fino a $221.119.509.519 di obbligazioni riconosciute relative a contratti di opere pubbliche e trasporti. La misura, formalizzata dalla Risoluzione congiunta 59/2026 delle segreterie delle Finanze e del Tesoro, stabilisce che lo Stato consegnerà titoli del Tesoro alle imprese che abbiano aderito al regime applicabile, invece di versare l’importo in contanti al momento dell’estinzione dei crediti.
L’operazione riguarda obbligazioni a carico dei settori delle Opere pubbliche e dei Trasporti e rientra nel Regime semplificato di estinzione delle obbligazioni dei contratti di opere pubbliche. La risoluzione è stata firmata il 2 ottobre 2026 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale il 6 ottobre.
Quali debiti rientrano nel regime
Il meccanismo comprende crediti relativi a certificati di lavori, approvvigionamento di materiali e rideterminazioni dei prezzi per il periodo dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2025. Include inoltre obbligazioni pendenti derivanti da contratti di opere pubbliche estinti a partire dal 2024.
L’ambito di applicazione è limitato ai contratti e ai crediti compresi nel regime, inclusi quelli eseguiti nell’ambito delle segreterie delle Opere pubbliche e dei Trasporti e determinati contratti finanziati da organismi multilaterali. La Risoluzione congiunta 59/2026 non trasforma automaticamente qualsiasi debito nei confronti di un’impresa di costruzioni in un’obbligazione estinguibile mediante questi titoli: l’applicazione dipende dalle condizioni del regime e dal riconoscimento dei crediti.
Tre titoli e scadenze scaglionate
Il paniere previsto è ripartito tra tre strumenti capitalizzabili in pesos: 33% in una Lettera del Tesoro con scadenza il 30 ottobre 2026, 33% in un’obbligazione con scadenza il 15 gennaio 2027 e 34% in un’altra obbligazione in scadenza il 30 aprile 2027.
Gli ampliamenti autorizzati hanno limiti nominali fino a $60.000 milioni per la lettera di ottobre, $51.000 milioni per l’obbligazione di gennaio e $60.000 milioni per quella di aprile. In totale ammontano a $171.000 milioni di valore nominale, mentre il limite massimo dell’estinzione è fissato a $221.119.509.519 di valore effettivo. Si tratta di grandezze non direttamente equivalenti: i titoli saranno consegnati al loro valore tecnico, calcolato al giorno lavorativo precedente ciascuna consegna.
Cosa cambia pagando con i titoli
Per le imprese aderenti, il credito riconosciuto viene sostituito da titoli pubblici con scadenze definite. Poiché gli strumenti sono capitalizzabili, gli interessi si accumulano al capitale e vengono pagati insieme a esso alla scadenza, secondo le condizioni di ciascun titolo. Pertanto, l’operazione non comporta un esborso immediato in contanti per l’importo estinto, ma non elimina nemmeno l’obbligazione finanziaria: ne rinvia il pagamento alle date previste per gli strumenti.
L’effetto sul risultato fiscale non va confuso con tale calendario di cassa. Alcune coperture giornalistiche e commenti di analisti sostengono che, in base al trattamento contabile delle obbligazioni, l’operazione potrebbe non essere computata come spesa primaria al momento della consegna. Questa interpretazione non equivale a una conclusione stabilita dalla risoluzione: il testo ufficiale autorizza gli ampliamenti e dispone le modalità di imputazione a bilancio dell’operazione, ma da solo non consente di affermare quale sarà il suo effetto fiscale consolidato in tutte le metriche.
Adesione e condizioni per le imprese
L’estinzione non è automatica. Le imprese appaltatrici devono aderire al regime e accettare la consegna dei titoli secondo i termini applicabili. Le coperture della misura indicano che l’adesione prevede la rinuncia a reclami amministrativi o giudiziari e ad altre pretese economiche relative alle opere incluse. Data la portata di tale condizione, essa deve essere verificata nell’accordo e nelle regole del regime applicabili a ciascun caso; non va estesa a imprese o crediti estranei al meccanismo.
L’autorizzazione rientra nelle facoltà di credito pubblico previste dal Bilancio 2026. Il suo effetto operativo è quello di abilitare strumenti per estinguere obbligazioni riconosciute fino al limite fissato, con scadenze comprese tra ottobre 2026 e aprile 2027. L’effettivo ricorso al meccanismo dipenderà dalle adesioni, dalla determinazione dei crediti e dalla consegna dei titoli.