Il Ministero delle Finanze ha annunciato un nuovo rinvio di Verifactu: la sua introduzione è posticipata a ottobre 2028. Il Ministero giustifica la modifica con l’intenzione di coordinare il calendario di questo sistema con quello della fattura elettronica obbligatoria e di favorire una maggiore convergenza tecnica e normativa tra i due.
La decisione, comunicata il 5 ottobre 2026, amplia i tempi a disposizione di aziende e professionisti per adeguarsi. Risponde inoltre alle preoccupazioni espresse da associazioni imprenditoriali e consulenti fiscali riguardo all’onere e ai costi di affrontare, in un periodo limitato, due cambiamenti tecnologici legati alla fatturazione.
Due obblighi diversi, seppure correlati
La coincidenza dei calendari non fa di Verifactu e della fattura elettronica un unico sistema. Verifactu stabilisce requisiti per i programmi informatici di fatturazione, con l’obiettivo di preservare l’integrità e la tracciabilità delle registrazioni e rendere più difficile modificarle o eliminarle. Tra tali requisiti rientrano la generazione e la conservazione di una registrazione per ogni fattura emessa.
La fattura elettronica obbligatoria, invece, disciplina il modo in cui vengono emesse e scambiate le fatture nelle operazioni tra aziende e professionisti: dovranno essere utilizzati formati elettronici conformi alle condizioni tecniche applicabili. Le organizzazioni dovranno quindi distinguere tra i requisiti del software di fatturazione e quelli relativi al formato e alla circolazione delle fatture.
Il calendario della fattura elettronica mantiene le sue fasi
Le informazioni pubblicate sul calendario della fattura elettronica prevedono scadenze diverse a seconda del volume di fatturato. Le aziende che superano gli 8 milioni di euro dovranno adempiere all’obbligo a partire dal 6 ottobre 2027; per le altre aziende e i professionisti, la scadenza indicata è il 6 ottobre 2028. Il rinvio comunicato dal Ministero delle Finanze sposta Verifactu a ottobre 2028, per avvicinarne l’introduzione a questo calendario scaglionato.
Il Ministero delle Finanze ha inoltre dichiarato che intende intervenire per avvicinare gli ambiti di applicazione e alcuni aspetti tecnici delle normative. L’obiettivo dichiarato è favorire la convergenza ed evitare, per quanto possibile, adeguamenti successivi in un breve periodo. L’annuncio non implica, di per sé, che i due quadri normativi vengano unificati.
La reazione dei consulenti fiscali e l’orizzonte europeo
L’Associazione spagnola dei consulenti fiscali (Aedaf) ha accolto favorevolmente la decisione. L’associazione sosteneva una transizione ordinata che riducesse costi e duplicazioni e ha affermato che il coordinamento può contribuire ad avvicinare progressivamente il sistema spagnolo al modello europeo di informazione digitale. Aedaf colloca questo orizzonte nel 2030, con riferimento alla direttiva ViDA; tale valutazione dell’associazione non equivale a una spiegazione completa degli obblighi specifici che spetteranno a ciascuna azienda.
Per le aziende, il cambiamento principale riguarda il calendario, non la natura degli obblighi: Verifactu e la fattura elettronica restano obblighi distinti. La data annunciata concede più tempo per prepararsi, mentre i dettagli della convergenza tecnica e normativa dipendono dalle modifiche che il Ministero delle Finanze prevede di affrontare.