Il Rilevamento delle Aspettative di Mercato (REM) della Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA) ha innalzato all’1,9% la stima dell’inflazione mensile per settembre e ridotto le previsioni di crescita economica per il 2026. Il rapporto ha inoltre anticipato una contrazione dell’attività nel terzo trimestre, seguita da una ripresa nel quarto.
L’indagine è stata pubblicata il 6 ottobre e ha raccolto risposte fornite tra il 28 e il 30 settembre. Hanno partecipato 44 operatori: 33 società di consulenza e centri di ricerca locali e internazionali, e 11 istituti finanziari argentini. La BCRA precisa che i risultati rispecchiano le previsioni dei partecipanti e non costituiscono proiezioni proprie dell’istituzione.
Inflazione: 1,9% a settembre; graduale rallentamento verso fine anno
La mediana delle stime ha collocato l’inflazione generale di settembre all’1,9%, un decimo di punto percentuale in più rispetto al REM precedente. Il gruppo dei dieci partecipanti con i risultati storici migliori nelle proprie previsioni — il cosiddetto Top 10 — ha stimato lo stesso aumento.
Per l’IPC di fondo, che esclude le componenti stagionali e i prezzi regolamentati, l’insieme dei partecipanti ha stimato un aumento dell’1,8% a settembre. Il Top 10 lo ha collocato all’1,7%, senza variazioni rispetto alla rilevazione precedente.
Secondo le previsioni per i mesi successivi, l’inflazione mensile si attesterebbe all’1,7% a ottobre, all’1,6% a novembre e all’1,8% a dicembre. Per l’intero 2026, gli analisti hanno previsto un’inflazione su base annua del 30% a dicembre. Si tratta di aspettative raccolte dall’indagine, non di dati ufficiali sull’inflazione già pubblicati.
Minore crescita annua e contrazione prevista nel terzo trimestre
Per quanto riguarda l’attività economica, i partecipanti hanno stimato che il PIL destagionalizzato si sarebbe contratto dell’1% nel terzo trimestre del 2026. La previsione è stata rivista al ribasso di 2,1 punti percentuali rispetto al REM precedente.
Per il quarto trimestre, invece, l’indagine ha previsto una crescita trimestrale dell’1,8%, con una revisione al rialzo di 0,5 punti. Per il primo trimestre del 2027 ha anticipato un’espansione dello 0,7%.
La proiezione del livello del PIL reale del 2026, confrontato con la media del 2025, si è attestata all’1,5%, sei decimi in meno rispetto all’indagine precedente. Il Top 10 ha stimato una crescita annua dell’1,2%, dopo aver ridotto la propria previsione di un punto percentuale.
Questi valori sono stime, non risultati definitivi. In particolare, una contrazione trimestrale prevista non basta, da sola, per affermare che si sia verificata una recessione tecnica: tale definizione dipende dai dati osservati e dall’andamento di trimestri consecutivi.
L’indagine anticipa anche disoccupazione e tasso di cambio
Il REM ha stimato un tasso di disoccupazione aperta pari al 7,5% della popolazione economicamente attiva nel terzo trimestre e al 7,7% nel quarto. Entrambe le previsioni sono aumentate di due decimi rispetto al rapporto precedente.
Per il tasso di cambio nominale, la mediana delle risposte ha collocato la media di ottobre a 1.545 pesos per dollaro, 20 pesos in meno rispetto al REM precedente. Per dicembre ha previsto 1.614 pesos, pari a una variazione annua attesa dell’11,5% rispetto a dicembre 2025. Per quel mese, il Top 10 ha stimato 1.602 pesos.
L’indagine raccoglie aspettative su prezzi, attività economica, tasso di cambio, tassi d’interesse, disoccupazione e altre variabili. I suoi risultati permettono di seguire l’evoluzione delle previsioni di analisti e istituti consultati; non anticipano necessariamente ciò che accadrà nell’economia argentina.