Il Ministero dei Diritti sociali, del Consumo e dell’Agenda 2030 ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di un portale immobiliare attivo in Spagna per possibili pratiche commerciali sleali. L’indagine, avviata dalla Direzione generale del Consumo, fa seguito a una denuncia della Federazione dei consumatori e degli utenti (CECU). Il Ministero non ha rivelato l’identità dell’azienda e l’avvio del procedimento non anticipa quale sarà il suo esito.
Secondo CECU, la denuncia è stata presentata nel 2025 contro Idealista, Fotocasa e Alquiler Seguro per presunte irregolarità nelle informazioni energetiche contenute nei loro annunci. L’organizzazione ha segnalato che, nella sua analisi, il 33,8% degli annunci esaminati non riportava l’etichetta energetica e il 74,2% conteneva informazioni ritenute potenzialmente ingannevoli. Questi dati si riferiscono all’analisi di CECU e non determinano, di per sé, la responsabilità del portale attualmente oggetto di indagine.
Le informazioni energetiche sono una delle questioni alla base della denuncia: la normativa citata da CECU ne richiede l’inclusione nelle offerte di vendita o di affitto e prevede responsabilità per i portali e gli intermediari. Spetterà all’indagine stabilire quali fatti siano contestati all’azienda interessata dal procedimento e se costituiscano un’infrazione.
Quali sanzioni potrebbero essere applicate
Il Consumo ritiene che le pratiche commerciali sleali possano costituire un’infrazione amministrativa grave. Se un’infrazione venisse accertata, le sanzioni potrebbero arrivare a 100.000 euro oppure essere calcolate in funzione del beneficio illecito ottenuto, per un importo compreso tra quattro e sei volte tale beneficio, secondo le informazioni diffuse sul procedimento. La sanzione concreta dipenderà dai fatti che saranno provati e dalla loro qualificazione; al momento non è stata adottata alcuna decisione definitiva.
Circolare sugli annunci di affitto
Parallelamente, la Direzione generale del Consumo ha annunciato che invierà una circolare alle principali piattaforme immobiliari per informararle dei nuovi obblighi di pubblicità inclusi nel decreto-legge sulla casa approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello Stato.
L’articolo 20 disciplina la pubblicità, la promozione e l’offerta di abitazioni in affitto. Tra i dati che dovranno comparire negli annunci figurano l’indice di riferimento del prezzo dell’affitto, ove applicabile, e il canone dell’ultimo contratto di locazione di abitazione principale in vigore nei cinque anni precedenti, se esistente. Le informazioni disponibili indicano che questi requisiti si applicano agli annunci di qualsiasi comune, indipendentemente dal fatto che l’abitazione si trovi o meno in una zona dichiarata a mercato immobiliare teso.
Quando applicabile, dovranno essere indicati anche il limite del canone previsto negli ambiti soggetti a restrizioni legali sui prezzi e l’eventuale qualifica del locatore come grande proprietario. Il Consumo ha dichiarato che vigilerà sull’adeguamento delle piattaforme, ma la circolare annunciata ha, secondo le informazioni diffuse, lo scopo di comunicare gli obblighi; non rappresenta di per sé una conclusione sul procedimento avviato.
L’intervento si aggiunge ad altre recenti iniziative del Ministero nel mercato degli affitti. Ad aprile è stata confermata una multa di 3,6 milioni di euro ad Alquiler Seguro, definitiva in sede amministrativa, e a maggio è stato avviato un altro procedimento nei confronti di una grande società immobiliare per possibili infrazioni. Si tratta di procedimenti distinti, che non consentono di anticipare l’esito dell’indagine sul portale.