La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti (CFTC) ha avviato un procedimento per definire come potrebbero operare sotto la supervisione federale le piattaforme che offrono ai clienti retail transazioni in cripto-asset finanziate, con leva o a margine. Il presidente, Michael Selig, ha annunciato un avviso preliminare di proposta di regolamentazione e una possibile nuova categoria di registrazione per questi mercati.
L’iniziativa mira a stabilire un percorso normativo specifico per determinate attività, ma non obbliga tutti gli exchange di criptovalute a registrarsi presso la CFTC. Inoltre, non costituisce ancora una norma vigente: l’avviso apre una fase iniziale di consultazione e l’ambito definitivo dipenderà dalle regole che l’agenzia formulerà e dall’autorità che le spetterà applicare.
Quali attività prevede la proposta
L’attenzione è rivolta alle operazioni retail in cui il cliente utilizza margine, leva o finanziamento. La proposta prevede una categoria denominata crypto asset market — mercato dei cripto-asset — per le piattaforme che vogliono offrire questo tipo di prodotti nell’ambito di un quadro federale della CFTC.
Secondo le dichiarazioni di Selig, le piattaforme che intendono offrire contratti perpetui su cripto-asset o mercati di previsione potrebbero avere anche la possibilità di registrarsi come mercati di contratti designati, una categoria già esistente per i mercati dei derivati. I dettagli su come verrebbero applicate queste alternative fanno ancora parte del procedimento normativo.
Selig ha descritto l’iniziativa come un’opzione federale per determinati exchange, non come un obbligo universale. Ha sostenuto che solo il Congresso può imporre a tutte le piattaforme di cripto-asset di registrarsi presso la commissione. Questa distinzione limita la portata della proposta: essa prevede un regime per attività specifiche, ma non istituisce da sola una supervisione federale complessiva dell’intero mercato.
Le operazioni spot restano escluse da questo quadro specifico
Le normali operazioni spot — l’acquisto e la vendita diretti di cripto-asset — non sarebbero soggette a questa proposta di registrazione per il solo fatto di essere operazioni in cripto-asset. Secondo quanto riportato, queste piattaforme sono generalmente soggette a norme statali, comprese quelle applicabili ai servizi di trasferimento di denaro. L’esclusione dal nuovo quadro non significa che siano al di fuori di ogni forma di regolamentazione: la CFTC mantiene poteri antifrode e antimanipolazione nei casi che rientrano nella sua giurisdizione.
Per le imprese, la differenza rilevante riguarda il tipo di prodotto offerto, non semplicemente il fatto che la piattaforma negozi cripto-asset. I servizi con margine, finanziamento o leva potrebbero rientrare nel regime che si propone di sviluppare; il normale scambio spot non sarebbe incluso in questa specifica iniziativa. La classificazione e il trattamento di ciascun prodotto dipenderanno, tuttavia, dalle regole definitive e dalle circostanze dell’attività.
Consultazione aperta e limiti giuridici
La CFTC ha indicato che accetterà osservazioni scritte per 60 giorni dopo la pubblicazione dell’avviso nel Registro federale. Il termine riguarda la consultazione pubblica e non equivale a una data di entrata in vigore. Prima di decidere se adottare le regole e con quale portata, l’agenzia dovrà prendere in considerazione il procedimento.
L’annuncio arriva dopo che il CLARITY Act, che avrebbe affrontato più ampiamente la struttura normativa degli asset digitali, non è avanzato in Congresso. L’azione della CFTC si fonda sui poteri previsti dalle leggi vigenti che l’agenzia ritiene applicabili; non sostituisce l’approvazione di quella legge né amplia di per sé le competenze che il Congresso non le ha conferito.
Selig ha affermato che l’agenzia mira a offrire “chiarezza, certezza e tutela dei consumatori” attraverso un quadro nazionale per queste operazioni. Si tratta dell’obiettivo dichiarato dal presidente della CFTC, non di una garanzia che la proposta produrrà tali risultati. Per ora, le imprese interessate dispongono di un avviso preliminare e di un periodo per presentare osservazioni, non di obblighi definitivi di registrazione derivanti da questa iniziativa.