Il giudice José María Escribano ha convocato Sara Aagesen, terza vicepresidente del Governo e ministra per la Transizione ecologica, a testimoniare nell’indagine sul prestito pubblico concesso ad Air Europa nel 2020. Le deposizioni sono previste per il 23 e 24 novembre, durante la settimana delle elezioni generali annunciate per il 29 di quel mese.
Il procedimento esamina la concessione di 475 milioni di euro alla compagnia aerea attraverso il Fondo di sostegno alla solvibilità delle imprese strategiche, gestito dalla Società statale per le partecipazioni industriali (SEPI). Il prestito fu approvato nel novembre 2020 dal Consiglio dei ministri, dopo che il comitato di gestione del fondo aveva avallato l’operazione.
Chi è stato convocato e perché
Aagesen era segretaria di Stato per l’Energia quando fu istruita la richiesta di aiuto e faceva parte del comitato di gestione del fondo. Tra le persone convocate figurano anche l’ex segretaria di Stato per l’Economia Ana de la Cueva, l’ex sottosegretaria al Tesoro Pilar Paneque e l’ex segretario generale dell’Industria Raúl Blanco, che facevano parte di quell’organo.
L’elenco comprende inoltre Pedro Saura, allora segretario di Stato per i Trasporti e ora presidente di Correos; Manuel de la Rocha, responsabile dell’Ufficio economico della Presidenza del Governo; e l’ex deputato Íñigo Errejón. Sono stati convocati anche altri ex responsabili pubblici e persone legate all’istruttoria dell’operazione, tra cui l’attuale presidente della Commissione nazionale del mercato dei valori mobiliari, Carlos San Basilio.
Le convocazioni mirano a raccogliere testimonianze nell’ambito dell’indagine. Nel caso di Errejón, la copertura mediatica collega la convocazione a un’interrogazione parlamentare che aveva presentato sulle condizioni del prestito. La convocazione non implica, di per sé, che il giudice gli attribuisca una responsabilità penale.
Un’indagine per presunta prevaricazione
Il procedimento è stato avviato in seguito a denunce presentate dal Partito Popolare e da Vox e riguarda un presunto reato di prevaricazione amministrativa. Per ora, Bartolomé Lora, vicepresidente della SEPI, è l’unico indagato. È comparso davanti al giudice come indagato il 3 luglio: secondo quanto riportato, ha riconosciuto che si sono tenute riunioni relative al salvataggio e ha negato che siano state commesse irregolarità.
La differenza tra le due posizioni processuali è rilevante: una persona chiamata come testimone non assume per questo la posizione di indagata. Le deposizioni fanno parte delle indagini preliminari e non equivalgono a una dichiarazione di colpevolezza né determinano, da sole, se l’aiuto fosse legale o illegale. Il procedimento dovrà proseguire ed essere definito sulla base degli atti giudiziari.